Stoicismo di un muratore

22 AGO 20
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L'uomo non sopporta la tirannia, né quella politica, né quella religiosa,né quella economica. La natura stessa suggerisce, quando la forza alleataal diritto giunge al limite della sopportazione, di sottrarsi alla violenzao con la rivolta o con il suicidio. La prima è la soluzione delle classiplebee, la seconda degli aristocratici, che vedono nella bella morte lavendetta contro i tiranni assegnati all'ignominia delle future generazioni.La nobiltà di Trasea o di Petronio celebra la dignità della virtù stoicacontro la prosopopea vernacolare di Nerone, il suicidio di massa (con cui èimparentata la rivoluzione) è una risorsa animale contro il deficit disopravvivenza causata da regimi oppressivi, l'auto da fe di Jean Palacsegnò l'inizio della caduta del comunismo, un anonimo Mehemet tunisino ha scatenato la catastrofe dei regini nord africani, un milite ignoto nellaguerra tributaria si fa bonzo contro l'oppressione della tassazione italica.Nei regimi democratici la violenza è quella fiscale, il potere seleziona leinformazioni e ritiene solo quelle afferenti alla borsa, Equitalia èl'orecchio del moderno Dioniso siracusano, è il suo toro di Falaride in cuisono arsi i suoi nemici, che mentre muggiscono nelle fiamme sono anchecompianti dagli stessi torturatori, la tirannia ha sempre un caratterecompassionevole. Questo è un governo di piagnoni, piange la Fornero, piange Befera, piangono tutti confermando l'assunto della sapienza popolare napoletana: " chi piange ti fa piangere" e "chi chiangn& fott&". Ilsacrificio di Giuseppe -torcia umana elevata contro l'ingiustizia- è unfatto metafisicamente grave, una minaccia che il potere avverte nel profondo e che tenta di stornare ricorrendo ai luoghi comuni della clinica politica:fenomeno di depressione, sconforto, nevrosi ecc, mentre invece è solo il canto del gallo di un nuovo giorno.